Berlusconi, allievo di Cossiga

by ares 24. ottobre 2008 11.31

Il cavaliere ci ha messo poco ad imparare la lezione di Cossiga, questa è una dichiarazione di questa mattina:

"In tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali, così come mi ha confermato il ministro dell'Interno, ci sono dei facinorosi: non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi, ma nei cortei organizzati da queste entità ci sono facinorosi che hanno il supporto dei giornali".

Dopo 1 ora, la rete studenti medi replica a Berlusconi:

"Apprendiamo questa mattina dal premier che esistono nel movimento per il cambiamento della scuola e delle università dei gruppi di facinorosi che ricevono supporto dalla stampa. Così non ci è sembrato in questi giornicentinaia di migliaia di studenti sono scesi in piazza e hanno occupato i luoghi pubblici pacificamente, senza atti di violenza e di vandalismo.
Chiediamo al ministro Maroni e al ministro Gelmini che venga ispettato il diritto di manifestare e di esprimere le proprie idee.
di grandi mobilitazioni, dove "

La protesta di questa generazione di studenti è riassunta benissimo in questo articolo di stamattina di Repubblica.it.

"La mia vita attuale è questa. Studio come un pazzo per finire in fretta e bene, lavoro in un call center, dormo in una camera a 500 euro al mese. E sopporto pure che un Padoa-Schioppa o un Brunetta o una Gelmini mi diano del bamboccione o del fannullone. Ma non che taglino i fondi all'università per fare affari con l'Alitalia, aiutare la Fiat o le banche dei loro amici. La crisi io non la pago. Questa settimana di proteste è stata la più bella esperienza di questi anni. Si respira, si parla, si discute dei sogni, del futuro. Penso sia un mio diritto. Ai vostri tempi era magari diverso. I corsi universitari duravano mesi, avevi sempre gli stessi compagni, gli stessi professori. In ufficio o in fabbrica eri solidale con l'altro operaio o impiegato. Ora io seguo decine di corsi dove non incontro mai le stesse persone e poi lavoro in un call center dove il mio vicino di scrivania cambia sempre, a ogni turno, senza contare che abbiamo tutti le cuffie e non c'è neppure la pausa caffè. In questi giorni ho alzato la testa, mi sono guardato intorno, ho conosciuto studenti da tutta Italia, mi sento vivo".

E' un rivolta di bravi ragazzi, della nostra meglio gioventù. Non è una rivolta contro i padri, come furono le altre, ma di giovani che prendono sul serio le parole dei padri. Vogliono studiare, uscire di casa, fare carriera per meriti e non per conoscenze, crescere insomma e scoprono che in Italia non è possibile. Non è possibile per un giovane essere "normale". Da qui la rabbia di questi ragazzi miti. Anche un po' secchioni
.

Cosa penso? Se questa volta non vincono i ragazzi, posso anche cambiare paese, perché a quel punto in Italia non ci faccio più niente. Se non permettiamo a questa nuova generazione di cambiare l'Italia siamo destinati al declino totale.

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