Quei comunisti di Nature

by ares 30. ottobre 2008 20.54

Sul numero 455 della rivista Nature, è comparso un EDITORIALE che attacca la "riforma" scolastica della Gelmini.

Ora attacca il nostro povero paese anche una rivista scientifica notoriamente pacata: in che mani ci siamo messi .....

The Berlusconi government may feel that draconian budget measures are necessary, but its attacks on Italy's research base are unwise and short-sighted. The government has treated research as just another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed, Italy has already embraced this concept by signing up to the European Union's 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of comparable countries such as France and Germany.

Il governo Berlusconi può pensare che i provvedimenti draconiani sul budget siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca italiana di base sono miopi e stolti. Il governo ha trattato la ricerca solo come un'altra spesa da tagliare, quando infatti è più un investimento per costruire un'economia della conoscenza del 21esimo secolo. In realtà, l'Italia ha già accettato questo concetto firmando l'agenda di Lisbona 2000 dell'Unione Europea,** in cui gli stati membri si sono impegnati ad aumentare il budget per la ricerca e lo sviluppo (R&D) al 3% del loro prodotto interno lordo. L'Italia, un paese del G8, ha una delle spese più basse del gruppo per il R&D - ad appena 1,1%, meno della metà di quella di paesi paragonabili come Francia e Germania.
(Traduzione del paragrafo tratta dal post di Orientalia4All)

Conoscendo la pacatezza "politica" di Nature, la parte conclusiva è quella che dovrebbe aprire gli occhi a qualunque governo in Italia:

Il governo deve prendere in considerazione più della convenienza a breve termine realizzata con dei decreti legge portati avanti da ministri compiacenti.
Se si vuole preparare un futuro realistico per l'Italia, come dovrebbe essere, non si dovrebbe fare riferimento al lontano passato, ma capire come funziona la ricerca in Europa nel presente.
Se posso riassumere, voto al governo: 2 (sulla fiducia .....) 

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